Cos’e’ JAM Camp?

Per capire cos’è JAM Camp bisogna prima parlare del grande evento all’interno del quale il Camp si inserisce: il Meeting del Mare.
Il Meeting del Mare è l’evento musicale/culturale gratuito più importante e longevo del sud Italia: dal 1997 ad oggi si sono avvicendati sui suoi palchi Franco Battiato, Francesco De Gregori, Elio e le Storie Tese, Baustelle, Gogol Bordello, Eugenio Bennato, Caparezza, Alessandro Mannarino, Motel Connection, Club Dogo, Le Luci della Centrale Elettrica, Marta Sui Tubi, Ministri, Africa Unite, Il Teatro Degli Orrori, J-Ax, Modena City Ramblers, Morgan, Afterhours, Vinicio Capossela, Elisa, Frankie HI-NRG, Subsonica, Gianluca Grignani, Roy Paci & Aretuska, Piero Pelu’, Sud Sound System, Linea 77, Negrita, Bandabardo’, Luca Dirisio, Le Vibrazioni, Articolo 31, Capone&Bungtbangt, 24grana, Max Gazze, Velvet, Daniele Groff, Otto Ohm, e più di cinquecento band emergenti che si sono emozionate, hanno gioito e pianto, esprimendo la loro musica e la loro arte insieme a noi (maggiori info su www.meetingdelmare.it).

JAM Camp: dallo “share” al “to share”

Il Meeting del Mare diventa sempre più luogo di partecipazione/condivisione e arricchisce la sua offerta di contenuti presentando il JAM Camp, il cantiere aperto dal Meeting del Mare per tutti i musicisti emergenti che vogliono capire come muoversi al meglio nella nuova era della musica digitale.
Ogni giorno, dalla (tarda) mattinata all’alba del mattino successivo, l’area spettacoli del festival sarà presa in ostaggio  e trasformata in una grande Factory musicale all’aperto dove tutte le band emergenti presenti al Meeting del Mare potranno suonare, confrontarsi e partecipare ad incontri esclusivi con i protagonisti del festival e dell’industria musicale contemporanea; non solo un Contest per band emergenti ma anche workshop, showcase, incontri d’autore, angolo ascolti.

Una vera e propria JAM Session d’idee ed esperienze; l’obiettivo è quello di mettere insieme band, addetti al settore, start-upper, ricercatori, giornalisti ecc. per costruire un grande “cervello collettivo” che ragioni sullo stato della musica in Italia per individuarne le principali problematiche e, magari, proporre alcune possibili soluzioni.